obiettivi

Il progetto si propone di raggiungere obiettivi di carattere sia conoscitivo sia metodologico.
Sul piano conoscitivo le unità di ricerca si propongono di studiare la relazione fra politica e social media in prospettiva comparata, tendendo conto sia della dimensione top-down – la comunicazione politica di attori politici istituzionali – sia delle pratiche bottom-up – gli usi politici della rete da parte dei cittadini. In anni recenti, infatti, lo sviluppo del web 2.0 e dei social media -sul fronte dei processi di convergenza mediale – e l’emergere di una cultura della partecipazione – sul fronte degli usi e delle pratiche di fruizione – stanno trasformando la relazione fra produzione e consumo in tutti i campi dell’azione umana: dalla fruizione di contenuti mediali e prodotti culturali, alla produzione di conoscenza (nelle forme della collaborazione fra pari, del “crowdsourcing” e del “crowdfunding”), alle forme di partecipazione politica e civica, fino alla stessa comunicazione politica che da flusso di comunicazione unidirezionale top-down assume oggi una forma ibrida nel tentativo di incorporare pratiche, stili e linguaggi della cultura digitale. Nel contesto di una circolarità fra produzione e consumo che trasforma la sfera pubblica mettendo in gioco nuovi attori e nuove forme di azione collettiva, più nel dettaglio gli obiettivi conoscitivi che si intende perseguire sono i seguenti:

1. Sul fronte degli attori politici istituzionali (leader di partito e amministratori locali), ci si propone di studiare l’uso dei principali social media per rispondere a una serie di domande di ricerca che l’adozione relativamente recente di questi strumenti da parte dei politici, da un lato, e la mancanza di studi comparati sul tema, dall’altro, lasciano ancora senza risposta. Il primo obiettivo in questo senso è di mappare le pratiche d’uso dei social network nella comunicazione politica, allo scopo di individuare le principali tipologie di stili comunicativi e comprendere se il web 2.0 venga usato per favorire il coinvolgimento dei cittadini valorizzandone il contributo o per replicare modalità di comunicazione a senso unico e verticali. Altre domande di ricerca a cui i dati raccolti forniranno risposta riguardano le modalità di interazione fra leader e cittadini, il potere dei leader politici di definire l’agenda di discussione sui media digitali, la relazione fra comunicazione online dei leader politici e agenda dei media, la conquista di una visibilità nazionale da parte degli amministratori locali grazie ai social media e le trasformazioni delle competizioni politiche locali.

2. Sul fronte degli usi politici del web da parte dei cittadini, le due survey longitudinali sui comportamenti politici degli utenti di internet e dei social media forniranno evidenze empiriche sulle caratteristiche socio-demografiche degli utenti politici della rete, i loro atteggiamenti politici, la loro alfabetizzazione digitale, e, più nello specifico, le pratiche d’uso di internet che hanno un significato e una rilevanza politica. In questo modo sarà possibile ricostruire, in chiave comparata, i processi di appropriazione del web 2.0 nella vita quotidiana dei cittadini quali fonti di informazione politica e risorse per la partecipazione, l’impegno e la mobilitazione. Il fatto che una delle ondate delle survey coinciderà con le elezioni europee del 2014 risponde anche all’esigenza di interrogarsi sul tema, ampiamente dibattuto in letteratura, del processo di europeizzazione della sfera pubblica: ci si chiede infatti se e in che modo la comunicazione di attori politici e cittadini contribuisca all’emergere di una sfera pubblica europea. Lo studio degli usi e degli utenti politici della rete sarà completato da un’analisi dei profili dei soggetti che prendono parte alle discussioni politiche sui social media, condotta attraverso una survey su campioni rappresentativi di utenti interessati alla politica sulle piattaforme di Facebook e Twitter. Oltre a raccogliere informazioni sulle caratteristiche socio-demografiche degli utenti politici dei social network, sulla loro cultura politica e le loro preferenze politiche, sulle diete mediali e la partecipazione politica e civica online e offline, ci si propone di ricostruire nel dettaglio l’esperienza d’uso dei social media attraverso le seguenti domande di ricerca: con che frequenza e in che occasioni producono e condividono messaggi a contenuto politico? Cercano più o meno consapevolmente fonti e contenuti in accordo con le loro preferenze politiche e ideologiche, oppure si espongono anche a opinioni e orientamenti politici diversi dai propri? Che percezione hanno della propria influenza sugli altri utenti con cui scambiano messaggi? E di quella degli altri utenti su di loro? Quali sono gli attori giudicati maggiormente influenti? Come percepiscono il loro rapporto sui social media con gli attori politici istituzionali nazionali, europei ed extraeuropei, ma anche con comunità informative collegate a questioni specifiche? Che percezione hanno rispetto alla nazionalizzazione, europeizzazione o globalizzazione della discussione politica online?

3. Il terzo obiettivo conoscitivo sarà raggiunto attraverso l’analisi dei messaggi a contenuto politico su Facebook e Twitter, orientata a costruire una tipologia degli usi politici dei social media da parte dei cittadini, al fine di comprendere se e come questi ambienti comunicativi possano favorire lo sviluppo di forme di cittadinanza attiva a livello nazionale e transnazionale e promuovere una maggiore inclusività della sfera pubblica. Attraverso il confronto con i dati relativi agli utenti politici dei social media, sarà inoltre possibile valutare se e come le forme di cittadinanza attiva attraverso i social network si traducano in azioni politiche o civiche in altre dimensioni della sfera pubblica e viceversa.

4. Rispetto ai giovani, ci si propone di indagare la relazione fra digital literacy, partecipazione online e partecipazione politica e civica offline nel tentativo di rispondere alle seguenti domande di ricerca: l’alfabetizzazione digitale può promuovere il coinvolgimento in forme di partecipazione online? Le competenze nell’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione possono ridurre il peso che le caratteristiche socio-demografiche come età, genere, status socio-economico e background culturale ed educativo ancora esercitano sulla partecipazione politica offline e quindi, promuovere una maggiore inclusione sociale anche dei gruppi più marginali e vulnerabili? Le pratiche partecipative online sono in grado di innescare un maggior coinvolgimento nella vita politica offline, una cultura della cittadinanza e un’identità europea?

5. La comparazione fra tre paesi di dimensioni, popolazione e rilevanza considerevoli all’interno dell’Unione Europea consentirà di controllare ipotesi riguardo agli effetti sulla politica online delle differenze sistemiche fra i paesi stessi dal punto di vista dello sviluppo tecnologico, dell’ambiente regolativo, del sistema dei partiti, del sistema dei media e delle caratteristiche degli elettori. Le domande e le ipotesi in questo senso sono molteplici e intrecciano tutti gli ambiti di analisi della ricerca. Ad esempio, il tasso differente di diffusione delle tecnologie fra Italia, Germania e Regno Unito ha conseguenze sulle modalità con cui i cittadini utilizzano i social media e vi discutono di politica? Esso incentiva in modo diverso i politici dei vari paesi a comunicare online? Come si comportano in rete i partiti minori e i loro
sostenitori in un sistema maggioritario bipartitico rispetto a uno proporzionale multipartitico? In che modo, e fra quali gruppi di giovani l’alfabetizzazione digitale assume caratteristiche diverse in ragione della diffusione dell’accesso a internet? Quale ruolo informativo viene riconosciuto a internet e ai social media dai cittadini e dai giovani in paesi in cui i mass media tendono a perseguire l’obiettività giornalistica rispetto a quelli in cui l’informazione tende a essere collaterale alla politica? Quali ripercussioni ha il grado di “sostegno diffuso”, vale a dire la fiducia nelle autorità e nelle istituzioni politiche che caratterizza le culture politiche dei vari paesi, sulla partecipazione e la discussione politica sui social media, e sui processi di acquisizione di digital literacy e di culture civiche in rete?